Agroalimentare

L’Agricoltura ha ancora oggi un forte peso sull’economia della regione, infatti è la coltivazione agricola a fornire il maggior apporto. L’economia agricola regionale si basa principalmente su:

  • Zootecnica, una delle voci più importanti soprattutto per le zone interne che coinvolge numerose aziende e vanta produzioni tipiche e di qualità;
  • Coltivazione dell’olivo, estesa su oltre 45.000 ettari di superficie sul quale operano migliaia di produttori;
  • Seminativi, ricoprono tre quarti della superficie agricola regionale e sono principalmente basata sulle colture cerealicole ma anche su alcuni prodotti tipici quali lo zafferano, il farro e la liquirizia;
  • Coltura della vite, principale comparto dell’agricoltura regionale (sia per la produzione di vino sia da tavola), con 33.000 ettari di superficie destinata a vigneti specializzati, localizzati prevalentemente in collina;
  • Produzione ortofrutticola, vanta zone altamente produttive; la superficie complessivamente impegnata non supera 20.000 ettari ;
  • Servizi multifunzionali, che comprendono tutte le attività di orientamento all’agricoltura e altri servizi per il mondo rurale.

Gli investimenti, dopo una sensibile crescita tra il 2007 e 2008, si sono ridotti subendo una discesa maggiore rispetto alla media Italiana.

Il settore primario occupa in Abruzzo circa trentamila persone. Epurando il dato dalle lavorazioni stagionali, assai consistenti, ed esprimendolo in unità di lavoro equivalenti – in linea con quanto avviene per gli altri comparti – si rileva un peso relativo in linea con quello nazionale (3,4%) e tuttavia largamente inferiore a quello che l’agricoltura assume nel meridione del Paese (oltre 6%).

Secondo recenti studi, si riscontrano nei vari settori difficoltà oggettive come la mancata meccanizzazione integrale delle operazioni colturali, le difficoltà nella riconversione e nella diversificazione delle produzioni, la vetustà degli impianti produttivi e di trasformazione, le tecniche di irrigazione non sempre adeguate e altri ostacoli che non fanno progredire da un punto di vista tecnologico la produzione agricola regionale. In generale dalle analisi risulta quindi esserci una certa carenza nell’introduzione di tecnologie innovative nel settore che potrebbero invece stimolarne la ripresa.

Dal 2008 la Regione si è dotata di un programma di sviluppo rurale quale strumento per fornire, alle imprese agricole e di trasformazione, un sostegno ad investimenti e azioni agroambientali con il fine di orientare lo sviluppo rurale della Regione secondo gli obiettivi politico comunitari.

Numerosi sono i Consorzi Agrari e le Cooperative costituite nell’ambito delle filiere produttive dei singoli comparti, impegnati attivamente nel rilancio organizzativo e commerciale del settore.

La produzione agricola regionale vanta la presenza di ecotipi locali di pregio, qualità apprezzate dal mercato e connotazioni di tipicità legate al territorio ed alla tradizione produttiva locale. Questo settore è quello che ha mostrato la maggiore capacità di tenuta nel corso dei primi sei mesi del 2012 dopo un andamento altalenante per 10 anni dal 2000 in poi. Il 2008/2009 è stato il periodo della discesa, penalizzato dal tragico terremoto dell’Aquila e da un percorso discendente dei consumi a base nazionale (fonti CRESA).

Il settore dei prodotti alimentari ha subito perdite ma in generale meno consistenti di altri comparti manifatturieri anche grazie alla buona tenuta nei mercati esteri di prodotti locali di pregio, con connotazioni di tipicità legate al territorio ed alla tradizione produttiva locale. Difatti il panorama delle produzioni con riconoscimento comunitario d’origine e con marchi di qualità, è piuttosto consistente e presente in molti comparti produttivi regionali. Nonostante la diminuzione degli investimenti i prestiti di banche e società finanziarie alle imprese sono lievemente aumentate dal 2011 al 2012 di 0,6%.

Le produzioni alimentari occupano in Abruzzo all’incirca 13.500 persone, il settore pesa per circa il 3,5% sull’occupazione regionale, un valore di qualche decimo di punto superiore rispetto a quanto osservabile a livello di ripartizione statistica di appartenenza (Sud, 3,2%) e, a maggior ragione, di Italia complessivamente considerata (2,5%).

A conferma del fatto che quello alimentare rappresenta un settore di specializzazione produttiva regionale, l’incidenza dell’occupazione abruzzese su quella nazionale sopravanza per il comparto il 3% a fronte di un dato medio del 2%.

Aderisci al progetto