In crescita l’export del made in Abruzzo

Secondo gli ultimi dati, nei primi 9 mesi del 2014 le esportazioni dei prodotti abruzzesi hanno fatto segnare un +4.4%. Saldo positivo anche per l’anagrafe delle imprese industriali

exportExport del made in Abruzzo in crescita nei primi nove mesi del 2014. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le esportazioni dei prodotti abruzzesi hanno fatto segnare un +4.4% (+1.43% in Italia). A rivelarlo sono i dati dell’indagine della Cisl regionale presentati nei giorni scorsi. Dopo un 2014 caratterizzato da molte difficoltà, secondo l’analisi nel 2015 in Abruzzo si potranno vedere i segnali di una timida ripresa, ma solo se si riuscirà ad intercettare e sostenere i segnali di crescita, a partire da quelli registrati nel settore dell’industria.
Per quanto riguarda gli altri indicatori economici presi in considerazione, chiude in positivo l’anagrafe delle imprese industriali nel terzo trimestre del 2014, con un saldo attivo pari a 487 unità e un tasso di crescita dello 0,33%; saldo e tasso di crescita ancora negativo, invece, per le imprese artigiane. Ancora forti le difficoltà sul piano occupazionale ma – come sottolineato dal segretario regionale della Cisl, Maurizio Spina, e dall’economista Giuseppe Mauro (ordinario di Politica Economica all’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara) – ci sono “elementi che fanno crescere la speranza nel 2015: l’industria sta consolidando i segnali positivi. L’export cresce e questo significa che l’apparato industriale si sta organizzando per l’unico settore in cui può crescere. L’industria è anche l’unico settore che perde cassa integrazione e ciò vuol dire che la ripresa inizia a farsi sentire. Questi segnali vanno rafforzati». Dal confronto con altre regioni della fascia adriatica, infine, emerge che le Marche aumentano l’export del 7,3%, nel 2014 il Pil sarà 0,3%, cioè non negativo, e l’occupazione sarà di duemila unità in più. “Le regioni che riescono a esportare riescono a tenere occupazione e Pil – ha aggiunto Spina – il nostro apparato produttivo sta reagendo positivamente, ma ancora non è nel pieno per poter competere sui mercati internazionali. In questo momento è la capacità di esportazione l’elemento discriminante che determina la capacità di tenuta di una regione”.

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