Abruzzo, export in crescita del 2,9% nel 2014

E’ quanto emerge dallo studio del Centro estero delle Camere di Commercio

abruzzo exportL’Abruzzo si conferma una regione a forte vocazione all’export. Nel 2014, infatti, si è registrato un aumento dell’export del 2,9%, quasi un punto in più rispetto alla media del 2% dell’export italiano. E’ quanto emerge dallo studio presentato dal Centro Estero Abruzzo delle Camere di Commercio e curato dal giornalista e docente universitario Stefano Cianciotta.

La presentazione dello studio, organizzata in collaborazione con la Direzione allo Sviluppo Economico della Regione Abruzzo, si è svolta a Pescara il 30 giugno ed è stata l’occasione anche per fare il punto sulle attività annuali del Centro estero delle Camere di Commercio abruzzesi, i cui servizi sono utilizzati abitualmente da 1400 aziende. Presenti all’incontro anche il presidente del Centro Estero Daniele Becci, il vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli e Giovanni Foresti, dell’Ufficio Studi di San Paolo Imi.

I dati confermano un andamento incoraggiante per i settori farmaceutico (+18,1 per cento), mezzi di trasposto (+8,1 per cento), gomma e plastica (+2,7 per cento), agroalimentare (+3,3 per cento), mentre ha subito un calo considerevole il settore del tessile-abbigliamento (-17 per cento).

Oggi l’export vale il 25 per cento del PIL regionale, che nel 2014 è stato pari a 29 miliardi di euro. Per esportazioni in area Ue l’Abruzzo è la regione italiana con le performance migliori, grazie al 74,5% di crescita nelle esportazioni, ben venti punti in più rispetto alla media italiana, che è pari al 54,6%. Da aumentare la quota di export nel continente asiatico, che è attualmente pari al 5,9% contro il 14,8% del resto d’Italia.

Gli andamenti nelle quattro province risultano così classificati: Teramo +3,4 per cento, Chieti +7,6 per cento, Pescara -20,7 per cento e L’Aquila – 10,6 per cento. Il dato pescarese si giustifica con l’assenza di una componente industriale forte, mentre a Chieti, agroalimentare a parte, che continua a crescere in modo importante, l’export è sostenuto in prevalenza da azienda esogene e dal Polo dell’Automotive in Val Di Sangro (Honda, Sevel, Denso, Pilkington etc.), aziende che non hanno però il quartier generale in Abruzzo.

Durante la presentazione dei dati è emersa anche una considerazione sul futuro dell’export abruzzese che potrebbe risentire di una crisi finanziaria ed economica della Ue, se il default greco dovesse materializzarsi. Al contrario, un ulteriore deprezzamento dell’euro potrebbe spingere le esportazioni di quelle imprese che operano in prevalenza negli Usa e nei mercati asiatici, dove le aziende abruzzesi sono presenti soprattutto con i prodotti dell’agroalimentare, vino e pasta su tutti.[/vc_column][/vc_row][/vc_column][/vc_row][/vc_column][/vc_row]

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